Lettera di una mamma alla figlia per la festa della donna: “Ad una piccola donna”

Dietro ogni linea di arrivo c'è una

Figlia mia,
all’inizio ho davvero sperato che tu fossi un maschietto perché ero (e sono ancora) convinta che la vita di un uomo sia semplicemente più facile. É più facile anzitutto vivere senza essere preda degli ormoni per tutta la vita, inoltre non dovrai dimostrare sempre che sei anche intelligente, e tuttavia dovrai essere costantemente bella, magra, simpatica, divertente.

Non ti potrai permettere di essere migliore di un uomo in nessun campo: dallo sport al lavoro, dalla cucina al giornalismo.
Questo mondo é un mondo di uomini, comandato dagli uomini per gli uomini, sebbene in tanti Paesi le donne abbiamo conquistato tanti importanti diritti (non di legge, quelli in Italia ci sono, parlo di diritti acquisiti e riconosciuti dalla società).
Se ti commuoverai ed avrai un cuore buono, sincero ed onesto, ti etichetteranno come una femminuccia romantica e “frignona”, mentre se sarai ligia al dovere e razionale sarai etichettata come “stronza”.
Speravo fossi un maschietto perché avrei voluto risparmiarti tutte le volte in cui un uomo, sentendosi inferiore, ha cercato di prevaricarmi.
Ma poi sei arrivata tu: una femminuccia. E non ti cambierei per nulla al mondo: so che dovrai farti valere tutta la vita, ma avrai la forza di farlo, quella forza immensa che ogni donna ha dentro di sé e che ci fa superare delusioni, incidenti di percorso, lutti e dolori.
Ti auguro di lottare sempre per affermare tutto quello che sei e quanto vali, perché ad un certo punto della tua vita troverai il senso del tuo essere donna: dare la luce della vita ad un altro essere umano ed essere pronta a donare la tua vita per lui ogni singolo giorno.
É questo il senso, mia piccola donna.

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