Alla scoperta della terra del Salice Salentino DOC

Con il Negroamaro e il Primitivo, il Salice Salentino fa parte dei più rinomati vini autoctoni del Salento. A detta degli intenditori, è assaporando il Salice Salentino che si riesce a conoscere a fondo l’origine di una terra unica per enoturismo e soprattutto per tradizioni culinarie a dir poco incredibili.

Salice Salentino: produzione

La produzione del Salice Salentino, vino DOC, avviene a Campi Salentina, Guagnano e Veglie, nell’entroterra leccese, e a Cellino San Marco, a San Donaci e a San Pancrazio Salentino, nel cuore del brindisino. Si tratta di terre uniche, dove i vitigni Negroamaro e la Malvasia nera godono di un livello di popolarità semplicemente unico.

Nello specifico, sono ben sei le tipologie di Salice Salentino: il rosso e il bianco, forse, sono i più noti nell’immaginario collettivo. Seguono poi il pinot bianco, il rosato, l’aleatico liquoroso dolce e l’aleatico dolce.

Addentrandoci nei particolari, il Rosso è noto anche come Riserva, a patto che l’invecchiamento duri quanto meno due anni, di cui sei mesi come minimo nel legno. Per ciò che concerne la produzione sia del Rosso sia del Rosato, vi è un quantitativo di Negroamaro che va dall’80 al 100%. Se il Rosato presenta sfumature tenui in termini di colore, quasi tendenti al cerasuolo, ciò che lo rende unico sono il sapore vellutato e fresco, oltre alle note floreali e aromatiche.

La produzione dei Bianchi, invece, viene fatta con lo Chardonnay oppure con il Pinot Bianco. Il colore è paglierino chiaro e presenta tutta una serie di riflessi leggermente verdi. A livello di profumo, la parola d’ordine è delicatezza. Il gusto infine appare frizzante e vivace.

Infine sia l’Aleatico passito sia passito liquoroso presentano un colore rosso granata particolarmente intenso, un sapore pieno e un profumo incredibilmente delicato.

Territorio

Parlando di Salice Salentino è innegabile quanto il legame che intercorre tra questo vino DOC e il territorio sia praticamente indissolubile: il territorio è assolato e si contraddistingue per il classico clima mediterraneo, dove le estati sono calde e lunghe. Le brezze marine hanno un ruolo di determinante importanza nel momento in cui si tratta di preservare l’ottimale stato di salute delle uve, visto che fungono a tutti gli effetti da antiparassitari naturali al 100%.

In riferimento al suolo, prevale una eterogeneità semplicemente incredibile: in gran parte la sua natura è argillosa. Tuttavia, non mancano i terreni calcarei che si caratterizzano per la limitatezza dello spessore e per il drenaggio ottimale. Completa poi il tutto la presenza dei minerali, tipici dei terreni rossi e ciottolosi.

Infine, la vicinanza del mare contribuisce a garantire al Salice Salentino sfumature di carattere.

Quali sono le principali caratteristiche del Salice Salentino?

Questo vino DOC si contraddistingue per l’intensità del colo. In particolar modo, questo si evince nella tipologia rosso rubino. In termini di odori, l’intensità e la gradevolezza ne rappresentano due importanti tratti distintivi. Infine, in termini di sapori, pur essendo robusto, il Salice Salentino rientra nella categoria dei vini vellutati. Insomma, un mix di proprietà che lo rendono perfetto negli abbinamenti con i formaggi forti, sugli arrosti e sulla selvaggina.

Un po’ di storia

In riferimento all’origine della denominazione di vino DOC, gran parte del merito per quanto riguarda il Salice Salentino va attribuito di sicuro al Senatore Arcangelo de Castris. La sua impresa vitivinicola, Leone de Castris, ha fatto sì che la bontà di questo fantastico vino, vanto del made in Italy, si affermasse non solo all’interno dei confini nazionali, ma anche oltreoceano.

D’altronde, la cantina, ancora oggi in attività, è fra le più rinomate e antiche di tutto il Belpaese. Basti pensare che il 1665 è l’anno della sua fondazione. Il protagonista allora era il Conte di Lemos, Oronzo Arcangelo Maria Francesco de Castris. La svolta si ebbe solo nel 1943, quando un generale statunitense, assaggiando il vino rosato, ne rimase positivamente impressionato. Il suo suggerimento di esportarlo negli USA fu accolto: venne messo in commercio con il nome di Five Roses, in onore dei cinque figli degli allora proprietari. Da lì, poi, oltre agli Stati Uniti d’America anche la Francia e la Germania si rivelarono (e si rivelano tuttora) due mercati particolarmente recettivi.

Oggi sono oltre 2 milioni e mezzo le bottiglie prodotte dall’azienda vinicola in questione.

Insomma, una storia di successo quella del Salice Salentino, prodotto che incarna appieno l’intensità e i colori di una terra unica.

E proprio qui che si trova una delle strutture ricettive più affascinanti di tutta la Puglia, il Leone de Castris Wine Hotel. Qui, oltre al classico soggiorno, si potranno vivere esperienze a 360° per conoscere il vino e la storia dell’omonima cantina.

Paola Agostini (sissi_mum)

Founder, director and editor in chief at SissiWorld

Photographer

https://www.sissiworld.net/aboutme/

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