Dal Barbican al British Museum: passeggiata tra i grattacieli di Londra e la City

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Se la passeggiata lungo il Tamigi racconta la Londra culturale e contemporanea, questo itinerario racconta qualcosa di diverso: la Londra del potere finanziario, della sperimentazione architettonica più audace, e di un’utopia urbana nata dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale.

Dal Barbican Estate ai grattacieli della City, da Spitalfields a Holborn fino al British Museum: circa 5 chilometri a piedi che attraversano sei decenni di architettura britannica e internazionale. Un percorso per chi vuole andare oltre i soliti itinerari e capire come Londra si è reinventata ogni generazione.

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Punto di partenza: il Barbican, una città nella città

Il Barbican Estate è uno dei progetti di architettura brutalista più ambiziosi mai realizzati in Europa. Progettato da Chamberlin, Powell e Bon negli anni Cinquanta sulle macerie dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è una vera città nella città: 2.000 appartamenti, giardini pensili, laghi artificiali, passerelle sopraelevate, scuole, chiese e, cuore culturale del complesso, il Barbican Centre.

Il Barbican Centre è ancora oggi uno dei più importanti centri per le arti dello spettacolo d’Europa: teatro, cinema, sale da concerto, gallerie e ristoranti aperti al pubblico tutto il giorno. Vale una sosta anche solo per ammirare gli interni brutalisti e la Conservatory: una serra tropicale nascosta al terzo piano, aperta al pubblico nei fine settimana, con palme, stagni di carpe e un silenzio surreale nel cuore della City.

Il quartiere Barbican è disorientante e affascinante allo stesso tempo (ci si perde facilmente tra i walkways sopraelevati) ma è precisamente questo che lo rende unico. Camminateci lentamente.

Verso la City: London Wall Place e Bishopsgate

Uscendo dal Barbican verso sud si incontra London Wall Place (Wilkinson Eyre, 2018), uno dei complessi per uffici più riusciti della Londra contemporanea, con giardini pubblici a più livelli integrati nella struttura e una collezione di sculture permanente. Un esempio di come l’architettura commerciale possa essere generosa verso la città.

Proseguendo verso est si entra nel tessuto di Bishopsgate, la grande arteria che collega la City a Liverpool Street. Il recente intervento di rigenerazione del 2021 ha trasformato quest’area con nuovi edifici, spazi pubblici e il recupero delle storiche strutture ferroviarie dei Bishopsgate Goodsyards (Eric Parry, in corso), un progetto che quando sarà completato creerà un nuovo distretto misto tra Shoreditch e la City.

Spitalfields Market merita una sosta: il mercato vittoriano del 1887 sopravvissuto alla pressione immobiliare della City è oggi un luogo vivace con mercato, ristoranti e negozi indipendenti. Nelle domeniche è al suo meglio.

Il cuore della City: i grattacieli iconici

Entrando nel cuore della City of London si incontra la concentrazione più densa di architettura contemporanea di tutta Europa — edifici progettati dai più grandi studi del mondo, uno accanto all’altro, in un dialogo continuo tra forme, materiali e linguaggi diversi.

The Gherkin (Foster and Partners, 2005) — il cetriolo, come lo chiamano i londinesi — è ancora oggi uno degli edifici più riconoscibili di Londra. La forma aerodinamica non è solo estetica: riduce il vento a livello stradale e ottimizza il consumo energetico. Da sotto, la struttura in acciaio e vetro che sale in spirale è una delle visioni più belle della Londra contemporanea.

Il Lloyd’s Building (Richard Rogers, 1986) è il capolavoro che ha reso Rogers famoso nel mondo: un edificio inside-out, con tutti gli impianti (scale, ascensori, condutture) portati all’esterno in acciaio inossidabile lucidato. Quasi quarant’anni dopo la sua costruzione rimane uno degli edifici più rivoluzionari e discussi d’Europa.

Il Leadenhall Building (Rogers Stirk Harbour + Partners, 2014), il Cheesegrater per la sua forma, è la risposta di Rogers alla propria tradizione: struttura in acciaio a vista, trasparenza totale, spazio pubblico coperto al piano terra aperto a tutti.

The Garden at 120 (Eric Parry Associates, 2019) è uno degli edifici meno fotografati ma più interessanti della City recente: un giardino pubblico pensile a 100 metri di altezza, aperto gratuitamente al pubblico nei giorni feriali. Una delle viste più originali sui tetti della City.

Sky Garden (Vignoly, 2014) — il Walkie Talkie — è l’edificio più controverso della City per la sua forma che concentra i raggi solari in estate abbastanza da sciogliere le automobili parcheggiate nelle vicinanze. Ma il giardino al 35° piano, aperto gratuitamente (prenotazione obbligatoria su skygarden.london), offre una vista panoramica a 360° che non ha rivali.

Bloomberg HQ (Foster and Partners, 2018) ha vinto il RIBA Stirling Prize come miglior edificio d’Europa: un complesso che riprende il tracciato dell’antico Walbrook romano con due edifici connessi da un ponte, interni straordinari e il Mithraeum, il tempio romano del III secolo d.C. esposto gratuitamente al piano interrato.

One New Change (Jean Nouvel, 2010) è il centro commerciale progettato da Nouvel con vista diretta sulla Cattedrale di St. Paul’s, un intervento coraggioso in un contesto storicissimo, con una terrazza panoramica gratuita al quinto piano affacciata sulla cupola di Wren.

Verso Holborn: LSE e Centre Point

Spostandosi verso ovest si raggiunge Holborn e il campus della London School of Economics, l’università di scienze sociali più famosa del mondo, i cui edifici recenti (vari architetti, 2018-2022) mostrano un’architettura accademica di qualità insolita, con spazi pubblici aperti alla città.

Centre Point e l’area di Tottenham Court Road (vari architetti, 2018) sono l’esempio più recente di rigenerazione urbana londinese riuscita: il nodo metropolitano completamente ricostruito, la piazza pubblica ritrovata, la torre anni Sessanta di Richard Seifert restaurata e convertita in residenze di lusso. Un caso di studio su come una città riesce a trasformare se stessa senza cancellare il proprio passato.

Conclusione: il British Museum Great Court

Il percorso si conclude al British Museum, dove la Great Court (Foster and Partners, 1997-2000) è uno degli spazi coperti più belli d’Europa. La grande copertura in vetro e acciaio che Foster ha aggiunto attorno alla storica sala di lettura rotonda ha trasformato un cortile inutilizzato in un’agorà pubblica dove ogni anno passano milioni di persone. Ingresso gratuito.

Vale la pena entrare anche solo per sedersi sotto la cupola di vetro, con una tazza di tè, e guardare la luce cambiare attraverso i pannelli triangolari.

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Informazioni pratiche

Come organizzare il percorso: l’itinerario completo richiede un’intera giornata. Si può spezzare in due mezze giornate — mattina dal Barbican alla City, pomeriggio da Bishopsgate a Holborn e British Museum.

Come arrivare al Barbican: Metropolitan, Hammersmith & City o Circle line, fermata Barbican. Da qui tutto il percorso è a piedi.

Cosa non perdere gratuitamente: Barbican Conservatory (fine settimana), Garden at 120 (feriali, prenotazione consigliata), Sky Garden (prenotazione obbligatoria), Bloomberg Mithraeum, Great Court del British Museum.

Con i bambini: il percorso è lungo e impegnativo per i più piccoli. Con bambini sotto i 10 anni meglio scegliere una sola tappa — il Barbican Conservatory è magico per tutte le età, il Sky Garden è spettacolare.

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