Riflessioni del venerdì

Riflessioni sul mondo dei blog, sul vivere civile ed educazione.
Questo dovrebbe guidare i rapporti tra esseri umani.
Anche nel web.
E voglio raccontare a voi mamme che mi leggete, che mi scrivete, da cui percepisco affetto e stima, la vita social di una blogger per passione.
Voglio condividere con voi questa riflessione, più o meno profonda, sugli avvenimenti delle ultime due settimane.

Invidia. Nel web si invidiano i numeri e chi si sentiva regina incontrastata va fuori di testa se vede i suoi numeri scendere un pochino.
Avete addirittura visto il mio blog offline per 2 giorni perché sotto attacco DOS.
In fondo, rimediati i danni, sono contenta di tanta paura nei miei confronti: evidente sintomo che il blog cresce bene. Vale sempre il detto “meglio invidia che pena”.

Maleducazione. Ci sono gruppi segreti e/o chiusi in Fb su tutto. Dalla pasta madre ai sedicenti master. Nessuno dice buongiorno, grazie, per favore: tutti si sentono in diritto di parlare su tutto e contro tutti solo perchè celano la propria faccia dietro uno schermo. Poi li incontri per strada e non sanno guardarti negli occhi oppure non sanno parlare, perchè la loro lingua è atrofizzata. Mentre i polpastrelli, quelli sì, funzionano molto bene.

Accanimento. Persone che si accaniscono contro altre, che offendono, che danno appellativi o giudizi di valore. Non mi riguarda in prima persona, ma ho assistito a insulti gratuiti.

Presunzione di insegnare qualcosa senza averne titolo. E qui potremmo aprire capitoli lunghissimi su chi si ritiene blogger professionista ed accampa pretese economiche allucinanti. Io un titolo ce l’ho e non è esattamente quello di giornalista. Ma sono iscritta ad un ordine professionale e quindi so bene che esistono tariffari a cui (non è più neanche un obbligo ed il mercato va piuttosto al ribasso) attenersi. Se e quando ricevo un compenso economico per un articolo, lo valuto in maniera onesta. Ah sì, l’onestà… questa sconosciuta!

Vite Pinterest: tutti cercano di apparire super belli, super bianchi (sì, care lettrici, vanno di moda le foto schiarite: andate giù con la funzione di “aumento luminosità” e – mediamente – il gioco è fatto), case ordinate, capelli puliti e camicie stirate, marchi super-amati (guarda caso sempre gli stessi: ma non si perde di obiettività, cara blogger, se lavori sempre con i 3 soliti marchi e me li proponi e riproponi insistentemente in tutte le salse? PS: Io scrivo spesso di Mini Rodini e Pale Cloud: no, non collaboro con loro, semplicemente lavoro e acquisto i capi che mi piacciono, quindi qui obiettività c’è!).

Dramma reso pubblico: e quando le statistiche vanno giù… si ricorre alla tragedia: morte, aborti, sofferenze, tutto spiattellato in prima pagina, come nel più trash dei giornaletti di Provincia. Si sa, la cronaca nera attira sempre. Ma è davvero necessario? E’ necessario sbattere il dolore in prima pagina in un blog? Vi assicuro che avrei due o tre bombe da sganciare, ma poi, onestamente, temo i risvolti del voodoo che mi farebbero e Sissi non si ammala da quasi due mesi (L’ho detto! Tocco ferro!)…

Poi. Poi le cose positive.

La stima, l’affetto, le mail di ammirazione, le richieste di consigli. Il senso di community, le amicizie che nascono e quelle si saldano. Un matrimonio splendido. Gruppi costruttivi in cui le persone si aiutano in maniera proattiva, come esseri umani che siamo. Persone che hanno blog leggeri, di moda, di outfit, che conoscono e sentono la vita in maniera molto più profonda di tanti ciarlatani che si spacciano per quello che non sono. Blogger che hanno creato dal nulla un gruppo di 200 persone per aiutarsi con la recente cookie law (avete notato l’improvviso fiorire di banner ovunque che vi parlano dei cookies?).
La vita.
In un incresciosa conversazione che ho avuto due sabati fa ed a cui purtroppo ho dedicato troppo del mio (prezioso) tempo, ho trovato qualcuno che sostiene che la vita vera é quella online.
Che tristezza e che rabbia.
Siamo esseri umani e manca lo sguardo negli occhi, la comprensione dell’altro, l’abbraccio amichevole. Nella vita social, online, il 90% delle persone stanno cercando di strumentalizzare i propri profili al fine di conseguire un lucro.
Persone con doppi o tripli fini che usano la propria “reputation” solo per vendere (un prodotto o un servizio) e per trovare lavoro in un Paese sempre più in crisi (motivo per il quale ho deciso di rendere blog ed eshop indipendenti, facendoli viaggiare su due canali paralleli ma distinti).
La vita vera é offline. Mi dispiace ma é così.
Poi capita che persone che trovi online diventano casualmente pilastri nella tua vita offline, ma é piuttosto un caso fortuito. Non é la regola.
Mostriamo la parte più bella di noi online, facciamo la foto giusto in quell’angolino ordinato della casa, mostriamo il vestito bello, le unghie appena smaltate… ma questa non è la realtà. E’ ipocrita apparenza.
La rete deve essere appunto rete, creare sinergie, fare anche del bene. La rete può anche fare business, ma quando parliamo di aziende e imprese. Non può fare business quando si parla di persone.
Siamo esseri umani ed abbiamo 5 sensi e un cuore: online usiamo quasi sempre solo la vista. Poche volte il cervello. Spesse volte la curiosità di farci i fatti altrui.
Ieri ho detto “non ci sto”. Ho fatto un’opera spontanea di bene. Oggi ho sentito delle amiche.
Con coscienza il mio contributo a creare una società di valore, di persone, di sinergie ed empatia, l’ho dato. Non per me. Per mia figlia, nativa digitale, che vorrei che imparasse che gli esseri umani contano sempre prima di ogni altra cosa. Perchè parafrasando una canzone diró che vorrei continuare a credere negli esseri umani, nonostante tutto.

Paola Agostini (sissi_mum)

Founder, director and editor in chief at SissiWorld

Photographer

https://www.sissiworld.net/aboutme/

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Cinque

21 thoughts on “Riflessioni del venerdì”

  1. Paola ho pianto…. ma per l’emozione e per la tutta la verità che hai scritto.
    Non riesco a scrivere altro… solo GRAZIE per essere nella mia vita offline 😉
    TVB
    Maggie

    1. Maggie, incontrarti è stato uno di quei doni che il web mi ha fatto. Sono io che dico grazie a te, Amica. <3

  2. Wow Paola e questa volta lo dico sicuramente per qualcosa che ha molto molto più valore di un bel vestito, le tue bellissime parole, anzi pensieri ! Baci Elisabetta

  3. wow Paola! mi hai fatto venire i brividi. condivido ogni singola parola di questo articolo e lo sai perchè ne abbiamo parlato tante volte io e te. è vero, la vita vera è quella fuori, quella off line, ma io so di aver trovato on line un’amica preziosa come te, che mi ha dedicato non so quante ore per aiutarmi in materia tecnica sul blog. L’invidia è terribile e quelle persone sono false e prima o poi se ne accorgeranno anche gli altri. un abbraccio forte!!!

  4. Ti faccio i miei complimenti perche hai scritto un pist bellissimo ma sopratutto carico di veritá…e sul fattore ” invidia” e conseguenti cattiverie io è meglio se sto zitta perche veramente ne ho subite di ogni da gente che pii ceniva ( e viene) sul blog a scrivere ” ma quanto sei bella, che stile….ecc ecc”
    Un bacio, bravissima!

    http://www.angelswearheels.com

  5. un post molto “vero” in un mondo “virtuale”…..
    riflettendo sulle cose che hai scritto, parliamo di vizi capitali in variante social, quindi mi viene spontaneo da dire “non c’è niente di nuovo sotto il sole”(Qohelet) e non da anni, da millenni… la società poi (i media soprattutto) ci insegna proprio bene come mentire, fingere, essere ipocriti, invidiosi, superbi, etc
    grazie per le riflessioni
    buona domenica

  6. Ecco… che invidia, volevo scriverlo io un post così!!! Ihihihih 🙂
    Scherzi a parte condivido tutto!!!

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