Stargirl: film per adolescenti (e non solo) in esclusiva su Disney+

Stargirl, diretto da Julia Hart e scritto da Kristin Hahn, Jordan Horowitz e Jerry Spinelli, autrice del romanzo a cui si ispira, è uno dei film lanciati in esclusiva sulla nuova piattaforma Disney Plus con Grace VanderWaal, Graham Verchere, Giancarlo Esposito e Shelby Simmons, tra gli altri artisti.

Il catalogo Disney Plus è arrivato il 24 marzo nelle case italiane con un palinsesto di intrattenimento davvero eccezionale: insieme ai classici Disney, così come per la premiere del remake di Lilli e il vagabondo, sono tati inseriti titoli inediti, in uscita direttamente su Disney+.

Julia Hart dirige un film per tutto il pubblico, che si concentra sull’adolescenza, sulla crescita e sulla scoperta di sé. Questi temi sono vecchie conoscenze per la regista americana: il suo film d’esordio, Miss Stevens, è stato una dimostrazione di sentimento e intelligenza cinematografica che coinvolge anche la storia che ti raccontiamo oggi.

Stargirl: film per adolescenti (e non solo) in esclusiva su Disney+

Basato sul romanzo originale di Jerry Spinelli, scritto 20 anni fa (che puoi trovare facilmente su Amazon, anche in formato ebook), l’adattamento per piccoli schermi racconta la storia di Stargirl, un giovane adolescente la cui personalità trasforma il cuore di un liceo in Arizona… e la vita di Leo, il co-protagonista.

Stargirl: film di formazione per tutte le età (senza spoiler)

I giovani Grace VanderWaal (Stargilr) e Graham Verchere (Leo) recitano in questo film per adolescenti in cui anche noi adulti possiamo anche vedere riflesse le fasi della nostra prima adolescenza: la cotta del primo amore, l’incertezza sul futuro, l’evoluzione dell’amicizia e, naturalmente, le paure. Soprattutto le paure: quelle che ci hanno tenuto allora in ansia e che ora, con la maturità, osserviamo nei ragazzi con tenerezza. Anche le paure per coloro che ci lasciavano pietrificati per orgoglio, amore, rabbia e, in ultima analisi, ignoranza, e che il passare del tempo ha messo al loro posto.

Il film si basa sul romanzo originale dell’omonimo titolo del 2000 (è stato un bestseller negli Stati Uniti, diventando una di quelle letture che segnano l’adolescenza) e parla delle relazioni tra adolescenti delle scuole superiori di 20 anni fa: forse manca un po’ l’adattamento della sceneggiatura ai giorni di oggi (non esistono social, telefoni cellulari, tecnologia in generale, che comunque fanno parte in maniera consistente della vita degli adolescenti di oggi) affinché i ragazzi di oggi rimangano il pubblico di riferimento della storia, identificandosi con le vicende dei protagonisti. Nonostante ciò, la trama è profonda e toccante, anche senza riferimento temporale.

Con delicatezza, Stargirl offre silenzio per la riflessione, avviando dialoghi precisi che evitano il pericoloso tono condiscendente e lasciano allo spettatore l’opportunità di giudicare se stessi. La difesa della propria identità al di fuori delle opinioni esterne è uno stimolo più che sufficiente per giustificare la sua liberazione nell’era dei social network, l’apparenza e il vuoto terrificante in cui viviamo.

Non è il dramma adolescenziale per antonomasia, ma ha intrecci intramontabili senza tempo e offre una narrazione in cui è facile lasciarsi coinvolgere, il tutto reso meno pesante dall’ukulele di Stargirl alias Grace VanderWaal. Il film è adatto anche per preadolescenti o bambini in età scolare, magari accompagnati da un adulto per rispondere ad eventuali domande sulle relazioni tra i vari personaggi.

Stargirl parla anche di bullismo (mini spoiler)

Stargirl comincia con la colonna sonora di Rob Simonsen che ci accompagna attraverso i paesaggi desertici dell’Arizona mentre la voce di Leo (Graham Verchere) ci introduce alla trama. La vita di Leo non è stata semplice: ha perso suo padre quando era piccolo, si è trasferito in Arizona e l’accoglienza a scuola (con vari episodi di bullismo) lo ha costretto a nascondere il ragazzo innamorato di suo padre che viveva dentro di lui. Proprio questa è la chiave di lettura della storia: conoscenza di sé, accettazione di sé, capacità di giudizio e formazione della personalità. In una parola: crescita.

Chi è Stargirl?

Grace VanderWaal è stata la vincitrice di America’s Got Talent 11 (nel 2016): i suoi testi, la sua voce e la sua dolcezza hanno fatto il giro del mondo.

Stargirl (non il personaggio, ma il film in sè) è, in sostanza, Grace VanderWaal e il suo inesauribile carisma. La scelta della protagonista non è stata solo un successo, ma il segno distintivo che rende questo film più che una storia accattivante.

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Paola Agostini (sissi_mum)

Founder, director and editor in chief at SissiWorld

Photographer

https://www.sissiworld.net/aboutme/

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