LifestyleRiflessioni

Non dimenticate

Ho riflettuto a lungo se scrivere o meno questo post.
Il terremoto ha colpito vicino casa nostra.

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Abitiamo a 30 km Pescara del Tronto, a 60 km Amatrice e Accumoli. Abbiamo passato notti insonni, notti in auto, notti da amici a Roma per tornare – seppure per un giorno – alla lucidità.
Sebbene io sia un tecnico e razionalmente possa comprendere la situazione per aver studiato i fenomeni legali a sismica e geologia (nonché facciano parte del mio lavoro quotidiano), vivere accanto (grazie a Dio non dentro) a un terremoto ti toglie la lucidità perché ti getta in uno stato d’ansia che ti fa sobbalzare a ogni minimo tonfo. Come mamma, poi, le preoccupazioni salgono proprio perché vedi tanti bambini sotto le macerie e, inevitabilmente, ti immedesimi in situazioni abominevoli da sopportare per il cuore di qualsiasi essere umano.
Questo post potrebbe essere un’accusa ai tanti che hanno postato sciocchezze e nefandezze sui Social (il finto vittimismo di chi ha visto un lampadario oscillare a Milano o i tanti post su come difendere i bambini dal terremoto…), indignandomi, perchè per un like in più, sembra che tutto sia concesso.
Avete letto delle bufale sul terremoto sui social?
Avrei poi potuto scrivere un bel post accusatorio ai media in generale (sembra sia di moda accusare i Tg per il loro servizio, che a me è sembrato comunque – con i limiti del caso – utile).

Cosa voglio dirvi – umilmente – con questo articolo? Due semplicissime cose, solo due.

La prima è DONATE.

In maniera intelligente e oculata. Rivolgendosi a Croce Rossa e agli organismi istituzionali di Comuni e Regioni. Donare denaro chiamando ai numeri terremoto e donare oggetti (non qualsiasi cosa ma solo ciò che serve davvero e viene richiesto) ai centri di raccolta.

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La seconda è NON DIMENTICATE.

Passato il boom della notizia e terminate le scosse (perché termineranno, prima o poi) non si parlerà più di terremoto. Le amiche milanesi cominceranno a frequentare i press day settembrini, poi arriveranno le fashion week, poi le gite fuoriporta, il back to school.

Anche questo blog andrà avanti con quel tono di leggerezza che permette al lettore 5 minuti di distrazione al giorno.

Ma i terremotati rimarranno ad Amatrice, Accumoli, Arquata con problemi sempre maggiori: senza casa. Senza cari. Col freddo incipiente (vi assicuro che in questi luoghi fa freddo).

Per voi amiche milanesi l’amatriciana rimarrà quella pasta buona che è nata in un paesino che non c’è più.

È anche giusto andare avanti, show must go on, ma non si deve dimenticare.

NON DIMENTICATE che ci saranno persone che soffrono ancora e che avranno ancora bisogno del vostro aiuto e che potrete continuare a donare. Sempre.

Anche per Cesi. Anche per L’Aquila. Anche per l’Emilia.